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Carnevale di Misterbianco » Programma 2007

Associazione Culturale Venezia
Non tutto fa scena


Il Presidente: Baudo Carmelo

Ringrazia per la collaborazione:

Il Vice Presidente Giuseppe Baudo
   
Gli Organizzatori Carmelo Baudo
  Giuseppe Baudo
  Tino Scuderi
  Nunzio Signorino
  i cugini Giovanni Motta
  Gaetano Impellizzeri
  Giuseppe Adornetto
  Salvatore Lombardo
  Salvatore Torre
Carmelo Maio
  Santo Pugliesi
  Tonino Proto
  Innoccenzio Marchese
Alfio Torrisi
  Giuseppe Maiorana
  Giosuè Chiarina
  Piero Passochiuso
  Pippo Marchese
   
Gli Scenografi dei Carri Maurizio Di Bella
  Marco Medulla
   
Gli Impiantisti elettrici Piero Privitera e la Ditta Josh Elettronica
   
La Costumista Valentina Puglisi
   
L’acconciatore Carmelo Papale
   
La Sartoria Melita Ciancitto
  Pasqua Lo Presti
  D’Alessandro
  Manuela Jannuzzi
  Rosaria Celano

Il Gruppo Venezia si è costituito grazie all’iniziativa di alcuni amici nel 2002.
Alla sua prima partecipazione, sempre nel 2002, con il tema Fantastic Art si è classificato 4° in classifica generale ed ha avuto il premio come Miglior costume donna, MONDRIAN, indossato da Agata Santonocito, ed il premio come Miglior costume più buffo, ARCIBOLDO, indossato da Salvo Distefano.
I realizzatori di quei costumi furono Maria Calcagna e Giuseppe Gullotta.
Nel 2003, al suo secondo anno di partecipazione, con il tema Giardini Profumati, si è classificato 6° ed ha avuto ancora una volta premiato il Miglior costume più buffo, VERSAILLES, indossato da Santa Manganaro, i costumisti erano Maria Calcagna e Cristina Caraffo. Nel 2004, con il tema, Teatro in Passerella, classificatosi 6° ha avuto premiato il Gruppo più allegro, CABARET.
Nel 2005 ha partecipato con il tema ARTE CULINARIA classificandosi 4°.
Nell’ultima partecipazione con il tema BIDDIZZI DI SICILIA, si è classificato 3° ed ha avuto premiari alcuni vestiti: Catania  indossato da Graziella Iannizzo ed il Mare indossato da Filippina Licciardello e segnalati il Sole indossato Lorenzo Raciti e  la  Luna indossato da Salvatore Pulvirenti.

L’argomento che il Gruppo Venezia ha trattato quest’anno è il teatro occidentale come qui di seguito schematizzato:

Teatro Classico, che comprende la rappresentazione teatrale antica nella sua massima espressione, quella greca e quella romana.

Teatro Medievale, riferito al periodo del medioevo europeo, con la nascita della sacra rappresentazione.

Teatro Moderno, dal rinascimento fino al romanticismo.

Teatro Contemporaneo, che comprende le esperienze teatrali dal novecento fino ai giorni nostri.
Questo stesso ordine, appena esposto, noi useremo per la sfilata dei carri e quella lunga e variopinta dei costumi  in maschera.

Primo Carro
L’Arte Greca e Romana


La prima forma di teatro a testi giunge ad Atene verso la metà del sesto secolo.
Gli Ateniesi sviluppano la consuetudine di organizzare grandi festival in cui i maggiori autori teatrali dell’epoca gareggiavano per conquistare il favore del pubblico.
La forma d’arte d’ispirazione più elevata è la Tragedia i cui temi ricorrenti erano derivati dai miti e dai racconti eroici.
Le Commedie spesso fungevano da intermezzo tra le tragedie, di carattere più leggero, prendevano di mira la politica e i personaggi pubblici del tempo.
Il costume teatrale puntava maggiormente all’espressività della maschera che non serviva solo per dare espressività al personaggio da rappresentare, ma fungeva anche da camera sonora (la maschera che i figuranti indossavano amplificava di molto la loro voce rendendola, così, udibile a tutti).
Nel teatro antico non esistevano attori donne, ma solo uomini che si travestivano da donne per impersonare i personaggi femminili.

I personaggi che compongono il Primo carro sono:

Francesco Virgillito
Alessia Bellavia
Gaetano Maugeri
Luana Monti
Gianmarco Nicotra
Giuseppe Condorelli

Costumi a terra
I Mascheroni

I mascheroni sono stati ricreati in carta pesta e successivamente dipinti e spruzzati di brillantina. Ognuna di queste maschere rappresenta, variando l’espressione, la tragedia o la commedia.
L’abito maschile è formato da una maglia drappeggiata con due grossi bottoni sulle spalle e nel fondo manica due larghe polsiere arricchite di pietre dure e cordoncino.
Il tessuto utilizzato è misto seta e il colore cambia in relazione alla compagna di coppia e sono tutti colori pastello (arancione, verde, giallo, azzurro, lilla).
La vita è cinta da un largo cinturone fatto di tessuto jensato, spalmato color oro, doppiato da un interno di gomma piuma, ulteriormente arricchito da pietre dure, cordoncino colorato e paillettes.
Il gonnellino è fatto di strisce di pelle marrone che sono rifinite con passamanerie dorate e arricchite nelle punte di grosse e variopinte pietre dure. Il gonnellino e i sandali più che il teatro greco ricordano quello romano, ma non vi è errore d’epoca perché ambedue le espressioni teatrali nascono quasi contemporaneamente.

I MASCHERONI Piera Calì (verde)
  Valentina Gambino (arancio)
  Damiana Privitera
  Alessandro Malaponte (giallo)
  Giuseppe Di Bella (lilla)

Eros, Dio dell’Amore:

Bernadette Papale


è composto da una giacca di tessuto broccato con maniche a palloncino rifinito con passamaneria, paillettes e merletto. Sull’orlo della giacca pendono dei cuoricini. La gonna è di velluto rosso con delle mezze lune di paillettes oro, rosse e nere, l’orlo è bordato da un volantino di organza.

Vulcano, Dio delle Arti e dei Mestieri:

Giuseppe Grasso

è composto da una corazza color oro e un paio di pantaloni di velluto marrone. La struttura che rappresenta il piano di lavoro mostra diversi mestieri come l’agricoltura, la sartoria, la muratura, il fabbro, il falegname ed altri mestieri. Il tavolo è realizzato in poliuretano e polistirolo, le rifiniture sono dipinte e bordate di cordoncino oro.

Poseidone, Dio del Mare:

Lorenzo Raciti


è di ciniglia elaborata con una base di spalmato blu. La casacca è composta di squame di accoppiato di diversi colori (bianco, argento, blu, azzurro). La manica superiore è di duchesse bianco. La barca posizionata posteriormente è formata da un blocco di polistirolo scavato, sagomato e successivamente dipinto e decorato. Le onde sono in poliuretano espanso ed i pesci in polistirolo.
Tutto l’abito è rifinito da catene di perle, passamanerie, pietre dure, cordoncino colorato e paillettes.

 Minerva, Dea della Scienza e della Cultura,

Viviana Consoli


è interamente realizzato in taffettà.
La particolarità di quest’abito è che la gabbia sottostante che sorregge la gonna è parzialmente visibile sul davanti.
Anche quest’abito è arricchito da un cinturone in vita di gomma piuma rivestita di tessuto jensato oro, arricchito da pietre dure, cordoncino oro e paillettes.
Come accessori che completano l’abito abbiamo dei collari di perle e larghe polsiere anch’esse con perle.

 Eolo, Dio del Vento:

Melita Ciancitto

Considerata la maestosità e l’imponenza, l’abito è stato realizzato in versione femminile per dare maggiore visibilità alla sua bellezza.
La prima cosa che salta all’occhio è l’enorme apertura alare resa ancora più evidente dalla mobilità della stessa.
Le ali, che nella nostra visione, rappresentano il movimento dell’aria sono di organza azzurra elaborata con paillettes.
Il corpetto è di ciniglia celeste, rifinito sul busto con strisce di paillettes in verticale e sulle maniche di paillettes, passamanerie e pietre dure.
Nella scollatura della manica ci sono delle alette di organza e appese sotto la manica una catena di perle.
La base della gonna è di accoppiato bianco, doppiato da tulle elaborato.
La gonna è divisa in otto spicchi e lungo le cuciture vi è un volantino in organza.
I triangoli realizzati sul vestito sono di ciniglia celeste e come il corpetto rifiniti di passamanerie oro.
Alla fine della gonna sono presenti dei vortici di gomma piuma spruzzati di varie sfumature di brillantina.
L’orlo è realizzato con una ricchissima passamaneria e come finitura un volantino di organza azzurra.

 Marte, Dio della Guerra:

Vincenzo Copia


Apparentemente il costume si presenta di semplice realizzazione ma osservandolo attentamente si nota la ricchezza di pietre dure, passamanerie, paillettes e brillantina.
L’abito è di velluto bianco, con in vita un cinturone di gomma piuma rivestito di tessuto jeans oro decorato con cordoncini e pietre dure.
La larga striscia presente sul davanti e sul dietro del vestito ha una base di pelle marrone e successive elaborazioni di cordoncino colorato, paillettes e pietre dure. Il collarino, le polsiere e le cavigliere sono realizzate come il cinturone.

Diana, Dea della Caccia:

Marika Gambino

è stato creato per dare una sensazione di agilità proprio per l’incombenza avuta dagli Dei dell’Olimpo.
Nella parte superiore del vestito è realizzata una corazza di jeans oro imbottita di gomma piuma e un gonnellino di velluto marrone con delle strisce di jeans oro in sovrapposizione al velluto.
Le strisce sono rifinite, ognuna, di passamanerie e una grossa pietra dura. Le polsiere e i bracciali sono realizzati come la corazza.

Secondo Carro
Il Teatro Medievale

Dopo la caduta dell’Impero Romano sembrò che il teatro fosse destinato a non esistere più.
La Chiesa cattolica, ormai diffusa in tutta Europa, non apprezzava il teatro e addirittura scomunicava gli attori.
A questa fase, fortunatamente, sopravvivono i giullari, eredi del mimo e della farsa  atellana.
Intrattengono la gente nelle città e nelle campagne con canti e acrobazie e pende su di loro la condanna della Chiesa la quale, dal canto suo, da origine ad un’altra forma di teatro: il dramma religioso o sacra rappresentazione per mezzo della quale i fedeli, spesso analfabeti, apprendono gli episodi cruciali delle Sacre Scritture.

I componenti del Secondo Carro sono:

Giovanni Motta (giallo)
Giusi Favara (giallo)
Carmen Amato (rosso)
Giovanni Motta (rosso)
Tonino Proto (blu)
Maria Ansaldo (blu)
Maria Giuffrida (blu)
Luana Santagati (verde)

Costumi  a terra
I Giullari

I Giullari vengono rappresentati con un’esplosione di colore e fantasia perché vogliono dare una immediata sensazione di simpatia e divertimento, la stessa che nel medioevo davano al popolino oppresso da tante repressioni.
Il mantello è di velluto con applicazioni di pannollence elaborato con paillettes.
La giacca di velluto blu presenta una pettorina sul davanti rifinita con passamaneria e in sostituzione dei bottoni due grossi pon-pon rossi.
La mezza manica è rifinita da due volantini di organza da cui viene fuori una manica di camicia a sbuffo di taffettà.
Il colletto è una grossa raggiera di organza.
Il pantalone anch’esso di velluto blu orlato di volantini di organza, presenta un doppio pantaloncino a sbuffo di taffettà a righe arricchito da file di paillettes.
La versione femminile è uguale a quello maschile tranne il pantalone sostituito da un gonnellino di organza e da lunghi calzettoni sopra il ginocchio.
Gli abiti dei giullari che sfileranno saranno differenti nei colori e in alcuni particolari ma i tessuti sono uguali per tutti
 Tutto questo per dare più colore alla sfilata del gruppo.

I GIULLARI Nancy Aprile
  Alessandro Scardillo
  Anna Cavallaro
  Salvatore Maugeri
  Domenica Mascali
  Domenico Limardo
  Rita Zito
  Andrea Ortolani
  Agata Amato
  Salvatore Zito
  Grazia Privitera
  Matteo Aprile
  Ilaria Virgillito
  Matteo Cavallaro
  Giorgia Virgillito
  Lorena Motta

Teatro dei Burattini:

Elvira Manganò


il vestito ha una sua originale impostazione.
Il corpetto è principalmente di plissè elasticizzato bordò, la mezza manica superiore è rifinita da un nastro di velluto marrone e passamaneria, la manica inferiore è di lamè oro.
La gonna superiore anch’essa di tessuto plissè è composta da dodici spicchi rifiniti dal nastro di velluto marrone e intervallata da passamanerie colorate.
L’orlo è di lamè drappeggiato scandito da dodici grossi bottoni che marcano ancora di più i dodici spicchi della gonna, in corrispondenza pendono dodici burattini.
La gonna inferiore anch’essa di plissè bordò è drappeggiata sul davanti e lascia intravedere una sottogonna di lamè arricciato.

Le Marionette:

Debora Bruno e Naomi Consoli

Il corpetto è di raso arancione con davanti un cerchio di pannolenci arricchito da paillettes.
Le maniche sono di raso azzurro a pallini.
In vita un nastro che si chiude con un fioccane sul di dietro di lamè blu.
La gonna ha una base di accoppiato arancione decorata da mezze lune di accoppiato bianco rifinita da passamaneria oro e merletto.
Al centro delle mezze lune ci sono dei cerchi di pannolenci rifiniti con paillettes e quattro pietre dure per luna, all’apice di ciascuna di esse vi è un fiocco rosso.
I rombi azzurri e le gocce verdi che decorano la gonna sono realizzati da sagome di pannolenci e arricchite di paillettes, l’orlo della gonna è completato da un giro di merletto.

Burattini:

Mario La Piana,
Debora Bruno,
Michael  Arezzi e Naomi Consoli.

La giaccetta è di ciniglia verde pistacchio a scacchiera è realizzata con paillettes. Sul bordo delle maniche c’è una finitura di organza e due grossi pon-pon. Il pantaloncino a sbuffo è di raso arancione a pallini e dall’orlo pendono due grossi pon-pon per parte di colori diversi. Il mantello è di velluto arancio.

L’Opera dei Pupi:

Antonella Raineri


presenta una giacca di broccato color crema con fantasia oro.
La manica superiore presenta sull’orlo una finitura di organza.
Sull’orlo della giacca vi è una frangia.
La gonna è strutturata con sei spicchi di broccato elaborato drappeggiato fermata sull’orlo da un drappeggio di lamè marrone scandito da grossi pon-pon.
La gonna si apre sul davanti come a raffigurare il tendone di un teatro realizzato in tessuto verde laminato, rifinito sull’orlo da una larga passamaneria.

Angelica:

Emilia Reina

è una rivisitazione carnascialesca del tradizionale pupo siciliano.
La parte superiore è una corazza di tessuto jensato color bronzo doppiato con della gomma piuma, successivamente viene decorata da passamanerie oro, cordoncino e pietre dure colorate.
La gonna di velluto rosso presenta sulla parte superiore delle mezze lune di velluto blu rifinita da una frangia color oro e delle passamanerie oro.
Al centro di ogni mezza luna vi è un trifoglio composto da pietre dure.
Sulla parte inferiore della gonna sono posizionati, ai quattro punti cardinali, degli scudi che al centro presentano il simbolo di Angelica, la rosa con le spine, a intervalli fra gli scudi ci sono dei triangoli composti da rose di velluto.
L’orlo della gonna è arricchito da una frangia oro e da un volantino di organza rosso.
Il mantello è interamente di velluto rosso orlato da una frangia oro, sul retro c’è una rosa creata con le paillettes.

Carlo Magno (blu):

Giuseppe Paternit

i presenta sulla parte superiore una ricca corazza creata da tessuto jensato oro con una imbottitura di gomma piuma.
Successivamente viene arricchita e decorata da un insieme di cordoncini oro, pietre dure e paillettes.
I pantaloni a pinocchietto a sbuffo sono di velluto blu.
Da questi emergono dei calzini bordò con davanti una striscia oro di spalmato.
I soprascarpe sono creati con lo stesso sistema della corazza, lo stesso sistema è usato per fare lo scudo con il simbolo di Carlo Magno, la croce.
Il mantello è di velluto bordò e sul dietro c’è una grossa croce creata da paillettes.

Orlando (giallo):

 Daniele Sorbello


Rinaldo (verde)

Emanuele Fichera


I due costumi sono molto simili tra loro, la differenza sta solo nel colore.
Il vestito di Orlando è di colore giallo quello di Rinaldo è verde.
E’ differente anche il simbolo.
Sullo scudo di uno è rappresentata un’aquila sull’altro la testa di un leone.
Le corazze, gli scudi e i copri scarpe sono creati con lo stesso metodo del precedente costume.

Terzo Carro
Il Teatro Moderno

Il rinascimento è stata l’età d’oro della commedia italiana in seguito al recupero, dei testi classici greco-latini, da parte degli Umanisti.
Teatro del diciassettesimo secolo.
Il seicento fu un secolo d’oro per il teatro.
In Francia nacque e si consolidò il teatro classico che, basato sul rispetto delle tre unità aristoteliche si sviluppò dopo il 1630 con le grandi tragedie.
In Italia il teatro dei professionisti, i comici della commedia dell’arte, soppiantò il teatro erudito rinascimentale.
Per circa due secoli la commedia italiana rappresentò il “Teatro” per il resto dell’Europa.
La sua influenza si fece sentire dalla Spagna alla Russia e molti personaggi teatrali furono direttamente influenzati dalle maschere della commedia dell’arte: Pulcinella, Pierrot, Arlecchino, Meneghino, Gianduia ed altri.
In Inghilterra a cavallo tra i due secoli fiorì il teatro elisabettiano, il cui massimo rappresentante fu William Shakespeare.
I temi del repertorio elisabettiano tragici, vari e complessi erano ispirati alla tradizione greca e latina, ma anche alla storia inglese.
Contravvenendo alle regole rinascimentali circa la purezza dei generi drammatici, nella struttura delle tragedie furono inseriti momenti e toni tipici della commedia, mentre quest’ultima con il passare degli anni si colorò di tinte fosche tragiche.
Teatro del diciottesimo secolo.
Durante il settecento il rinnovamento e la sperimentazione si manifestarono anche nel teatro, con la rivalutazione della parola, a differenza di quando accadeva nella commedia dell’arte in cui la parola soggiaceva alla comunicazione gestuale.
Il teatro del ‘700 fu caratterizzato dalla sempre maggiore importanza attribuita alla recitazione.
Furono portati in scena personaggi dalla psicologia complessa e contraddittoria, che richiedevano agli interpreti la capacità di rivivere intimamente passioni ed emozioni, per esprimere in modo convincente sulla scena.
Gli autori rinnovano il tema dell’amore in una ricca gamma di sfumature e situazioni, dando vita ad un teatro che originò il dramma borghese ottocentesco.
La commedia italiana dopo un lungo secolo di commedia dell’arte dedicò l’inizio di questo secolo all’analisi delle forme teatrali e la riconquista degli spazi scenici di una nuova drammaturgia che oltrepassasse le buffonerie del teatro all’improvviso.
Se per la commedia i conti con il teatro dell’arte è subito conflittuale poiché in tutta Europa la commedia delle maschere è considerata la “commedia italiana” con i pregi ma anche con i difetti di una drammaturgia quasi assente e la poca cura dei testi rappresentati, spesso mai pubblicati, il confronto con la commedia del resto d’Europa penalizza molto il teatro italiano. All’inizio del diciottesimo secolo la commedia cortigiana s’avvale della produzione della scuola toscana della commedia detta pregoldoniana.
L’esempio del Moliere e il lento distacco del francese dalla commedia italiana per costituire una forma intermedia di dramma a metà tra quella dell’arte e la commedia erudita, pur mantenendo fisse le presenze di ruoli classici della commedia dell’arte, per la prima volta scopre i volti degli attori e le maschere cedono il posto a nuove figure.

Spettatori del Teatro Bellini:

Daniela Grillo (rosso)
Michele Sabato (rosso)
Alessandra Condorelli (verde)
Davide Salluzzo (verde)
Agata Sabato (blu)
Marco Grasso (blu)
Giuseppe Ventimiglia (rosso cardinale)
Patrizia D’Alessandro (giallo senape)
Felice D’Alessandro (giallo senape)
Vanessa Santagati (bianco)
Salvatore Soriani (bianco)

Pantalone:

Salvo Buscemi

presenta un lungo cappotto di velluto elaborato orlato da una ricca passamaneria definita da nastro rosso di velluto.
La sotto giacca di un bel verde acceso resa ancora più luminosa da una fantasia oro e abbottonata sul davanti con grossi bottoni e fermata alla vita da una larga cintura rossa.
I pantaloni realizzati in modo particolare per sottolineare il nome stesso della maschera sono anteriormente di tessuto broccato oro e sul retro di tessuto elaborato marrone.

Arlecchino:

Elisa Tricomi

stato pensato in forma più moderna in quanto la particolare fantasia a rombi colorati è stata creata da fazzoletti di raso colorati a unica tinta e a fantasia, gli incroci dei vari pezzi sono fermati da una perla.
La giacca presenta una larga gorgiera di organza, la mezza manica rifinita da volantini di organza, la mezza manica rifinita da volantini di organza, in vita un largo cinturone di spalmato nero e l’orlo della giacca è rifinito da una passamaneria.
La gonna è creata da diverse sovrapposizioni di tulle nero.

 Meneghino:

Giuseppe Adornetto


E’ pensato in chiave moderna.
Il costume è coperto con un moderno cappotto verde di piumino arricchito da bottoni variopinti.
Un largo colletto di velluto marrone rifinito con passamaneria oro allo stesso modo sono fatti i polsini.
In più dai polsini fuoriescono delle balze di organza oro.
Il gilet abbottonato sul davanti è di tessuto broccato a costine oro, al collo un grosso foulard oro.
I pantaloni a pinocchietto a sbuffo sono di tessuto broccato a fantasia oro orlati di organza oro.

Colombina:

Carmen Minissale

nell’originale è una semplice servetta ma nel nostro caso è stato arricchito e impreziosito in modo da farla diventare, se mi passate il termine, una servetta nobilitata.
L’abito presenta un corpetto con una scollatura a barca ornata da un volantino di organza bordò, una camicia di taffettà giallo e un corsetto di tessuto bordò allacciato sul davanti.
Sul davanti dell’abito vediamo un grande grembiule di cotone con un mascone centrale il tutto rifinito da delle bordure a quadretti bianco e rosso e orlato da merletto.
La gonna presenta sui fianchi due arcobaleni creati con strisce di lamè, una base di accoppiato doppiato da tulle luccicante su cui vengono applicate delle nuvole bianche.
L’orlo è fatto da una larga fascia di tessuto di cotone a quadri bianco e blu su cui vengono applicati dei fiori creati a mano di accoppiato di diversi colori.
L’orlo viene rifinito da una balza di organza blu.

Brighella:

Ciro Garofalo

è composto da un lungo mantello di tessuto broccato oro e bordò, una giacca di duchesse bianco con dei diamanti neri di pelle il tutto elaborato in oro che fanno anche da arricchimento all’abito.
L’orlo delle maniche è rifinito da una passamaneria e da un volantino di organza oro, da questa prima manica fuoriesce un’altra manica a sbuffo di taffettà giallo. Con lo stesso tessuto vengono fatti anche i pantaloni a pinocchietto a sbuffo orlati da passamaneria e un volantino di organza.

Gianduia:

Felice Garofalo

è composto da un cappotto a trequarti di tessuto broccato oro e blu.
Il cappotto presenta degli alamari di pelle nera sul centro e un colletto a camicia nero e dei larghi polsini bianchi.
Un Gilet di tessuto broccato oro e un pinocchietto di velluto blu rifinito con un risvolto bianco e una passamaneria laterale.

Pierrot:

Domenica Adornetto


è stato realizzato in versione femminile ed è composto da una giacca di duchesse bianco con una scollatura tonda rifinita di organza e tulle brillantinata, in sostituzione dei classici bottoni vi sono dei grossi pon-pon neri.
Un cinturino di misto seta nera fascia una mezza manica da cui fuoriesce una manica a sbuffo di organza bianca e tulle brillantinato.
Il gonnellino ricorda il tutù delle ballerine di danza classica, ed è realizzato in tulle bianco, da sotto di essa escono dei pantaloni a pinocchietto di duchesse bianco.

 Pulcinella:

 Domenica Minissale e Salvo Citraro

è stato realizzato sia nella classica versione maschile che in quella, più moderna, femminile.
L’abito presenta una giacca di duchesse bianco con un grosso cinturone di misto seta rosso a vita bassa.
Una profonda scollatura sul centro davanti rifinito da volantini di organza bianca e tulle brillantinato da cui emerge una magliettina rossa di misto seta con due grossi pon-pon sul davanti.
Le maniche sono lunghe a sbuffo.
La gonnellina è di duchesse nero sotto la quale appaiono dei pinocchietti di duchesse bianco orlati da una fettuccina nera di velluto e due pon-pon.

La Poltrona:

Vincenza Tomarchio

Il costume di ambientazione teatrale è molto originale e complesso ed è indossato da
. La parte più appariscente è una poltrona di polistirolo e gomma piuma tappezzata di ciniglia bordò che cinge la vita.
Da questa emerge il mezzo busto dell’indossatrice che è realizzato in lamè oro arricchito da cordoncini di paillettes che lo decorano verticalmente da delle spalline di ciniglia arancione e delle maniche a palloncino di duchesse bianco.
La manica inferiore è di lamè oro.
La gonna che ha una base di accoppiato doppiato di tulle elaborato nero a fantasie oro presenta partendo dall’alto verso il basso un primo giro di lamè, il secondo di ciniglia verde scandito a spazi regolari da rose rosse di velluto, il terzo giro di ciniglia arancione arricchito da vortici di cordoncino oro.
Subito a seguire troviamo dei medaglioni di gomma piuma rivestiti di lamè e pietre dure.
Ancora sotto troviamo delle mezze lune barocchegianti di gomma piuma spruzzate di brillantina, come orlo vi è una larga passamaneria che riprende i colori dell’abito e un volantino di organza rossa.
Per completare l’abito vediamo tre piccole poltrone eseguite con lo stesso procedimento della precedente posizionate ai due lati e sul retro del vestito.

Lampadario:

Denis La Piana

è realizzato in modo particolare per risaltare il suo splendore con perline, paillettes e specchi.
Il corpetto e le maniche a palloncino sono di duchesse bianco, la pettorina sul davanti e la mezza manica inferiore sono di lamè argento e tulle brillantinato.
La base della gonna è di accoppiato bianco e le molteplici applicazioni sono di maglia grigia elaborata a fiori, fascioni di lamè argento e gli oblò sulla parte bassa sono creati con specchi, carta prismata e abbondanti paillettes e perline.

Romeo:

Giuseppe Di Natale

è composto da una giacca di broccato rosso con maniche a palloncino, la mezza manica inferiore è di ciniglia blu, le rifiniture sono di passamanerie colorate.
Il pantacollant è di licra bicolore oro e blu.

Paggetto:

Impellizzeri Rosario


è realizzato nello stesso modo di Romeo.

Giulietta:

Giovanna Calandra

è di broccato rosso e presenta sotto il seno un taglio e una pettorina centrale da dove emerge il tessuto lamè oro, le maniche ricche nella loro forma sono anch’esse di broccato e lamè il tutto è rifinito con passamanerie colorate.

Damina:

Santina Impellizzeri

ed è realizzato nello stesso modo dell’abito di Giulietta.

 La Traviata:

Carmela Coco

è composto da una gonna arricchita da merletto con delle mantovane che circondano il vestito alla vita.
Sotto, un pentagramma, circonda il bordo inferiore dell’abito che è ulteriormente arricchito da cuori, camelie e soldi.
La parte posteriore dell’abito rappresenta l’ingresso al teatro.
Il corpino è realizzato in merletto e volà a fiori.

Balcone:

Filippina Licciardello
 
Vestito riccamente ornato e caratterizzato da una balconata che circonda tutto il vestito ed abbellita da vasi e fiori in quantità.

Fontana:

Maria Carmela Tomarchio

è un abito molto strutturato, presenta un corpetto di duchesse bianco doppiato da organza elaborata con filo lurex. Un ampio colletto che vuole ricordare la prima vasca di una fontana a piani. Le maniche a sbuffo sono di velluto celeste, la gonna che presenta due vasche sovrapposte è di duchesse e accoppiato bianco. Dalle vasche emergono delle onde di poliuretano colorato e gocce di pietre dure.

Turandot   Manuela De Franco
  Samuel De Franco
  Alessia De Franco
  Natali Rapisarda
  Manuel Vinciprova
  Ilenia Di Stefano
  Santina Gambino
  Salvo Palombo
  Daniele Arena
  Selenia Grasso
  Toni Maurici
  Gracie Maurici
  Miki Finocchiaro
  Carmen Pappalardo
  Miariam Signorello
  Maria Rita Signorello

I vestiti maschili sono composti da una casacca di raso stampato, da delle maniche di maglia di lamè, da una cintura di accoppiato oro, da pantaloni di maglia lamè e da una pettorina di raso.
Il vestito femminile presenta una casacca di raso stampato con maniche di maglina lamè, una cintura di accoppiato oro e una gonnellina a svasare con volantini di organza e tulle, una pettorina sul davanti e sul retro di raso.

Il quarto carro apre la sfilata
con un variopinto gruppo

Farfalle Martina Spina
  Melania Sapienza
  Sabrina Tomarchio
  Jenny Mascali
  Valentina Maiorana
  Simona Gentile
  Alessia Faro

I vestiti sono composti da una magliettina di maglia con una decorazione, sul davanti, di paillettes e una gonnellina di tulle che ricorda il tutù, sotto di esso ci sono dei collant di licra di diversi colori. Le ali sono fatte con una struttura di fil di ferro foderati di organza paiettato con decori di pannolence e paillettes.

Il Fuoco:

Carola Santagati

L’abito che rappresenta il primo dei quattro elementi è una tuta di licra rossa con un gonnellino di organza. La particolarità dell’abito è la spalliera che rappresenta le fiamme fatte di carta prismata, poliuretano e plexiglas il tutto rifinito e decorato da passamanerie e paillettes.

L’Aria:

Silvia Fichera

Il vestito che raffigura il secondo elemento della natura è composto da un body di lycra a specchio e da un gonnellino di foulard di organza di varie sfumature di azzurro e da paio di collant azzurri e degli scaldamuscoli il tutto impreziosito da grandi ali di piume bianche.

la Terra:

Tania Laceri

Il terzo elemento qui raffigurato con un albero dalle larghe fronde. La corteccia dell’albero è creata con poliuretano lavorato a mano arricchito con foglie, uccellini e farfalle variopinte.

  L’Acqua:

Graziella Cannizzo

L’ultimo elemento è stato realizzato tutto in accoppiato arricchito da passamanerie e pietre dure. Il vestito nella parte bassa è circondato da onde in gomma piuma.

Momix:

Enza Tomarchio

raffigura una forma sperimentale del teatro moderno nella realtà è rappresentato da ballerini che indossano dei costumi astratti e ballando compongono delle coreografie surreali. Lo spettacolare abito è composto da un corpetto di duchesse bianco e accoppiato argento, la gonna divisa da quattro pannelli che vogliono creare quattro diversi scenari di diverso colore per ogni scenario. I materiali usati sono lamè, accoppiato, plissè, maglia e paillettes.

Spettatori del Mouline Rouge:

Daniela Pastura
Nicola D’Agati

Quarto Carro
Teatro Contemporaneo

Il novecento si apre con la rivoluzione copernicana della centralità dell’attore. Il teatro delle parole si trasforma in teatro dell’azione fisica, del gesto, dell’emozione interpretativa.
Con l’affermarsi delle avanguardie storiche come il futurismo, il dadaismo e il surrealismo nacquero nuove forme di teatro e nella seconda metà del secolo, il teatro dell’assurdo. Modificarono radicalmente l’approccio alla messa in scena e determinò una nuova via al teatro. Nel secondo dopoguerra il teatro occidentale si arricchisce di nuovi stimoli, torna ad assumere grande importanza, dopo un periodo di supremazia della parola, l’azione fisica, il gesto. Si sviluppano metodi che mettono l’accento sull’emozione interpretativa dell’attore e sull’allenamento fisico. La ricerca degli anni ’60 e ’70 tenta di liberare dalle tante regole della cultura di cui vive per mettersi in contatto con la natura istintiva, quella natura capace di rispondere in modo efficiente e immediato. In questo percorso il teatro entra in contatto con le discipline del teatro orientale, con lo yoga, le arti marziali, le discipline spirituali e le diverse forme di meditazione. L’obiettivo di perfezionare l’arte dell’attore diventa insieme momento di crescita personale. La priorità dello spettacolo teatrale, l’esibizione di fronte ad un pubblico, diventa in alcuni casi solo una componente del teatro e non il teatro stesso, il lavoro dell’attore comincia molto prima.
I ragazzi che compongono il quarto carro rappresentano il

Mouline Rouge Giuseppe Baudo
  Katia Baudo
  BrigidaTomaselli
  Giusy Lupo
  Tiziana Curcio
  Filippo Doriani
  Paolo Tricoli
  Luana Pappalardo
  Zaira Urso
  Salvo Citrato
  Giuseppe Fornello